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Cooperativa Apistica Mediterranea

Via Parrocchia 16 - San Sperate (CA)
Tel. 070 9601926 - Fax 070 9603431

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venerdì, 11 luglio 2008

 

Ormai la stagione è quasi conclusa e’ si cominciano a tirare le somme, le diffoltà che tutti gli apicoltori Sardi hanno dovuto affrontare sono molteplici, alcune di tipo ambientale e stagionale e a queste non ci si può opporre, ma altre sono rappresentate dall’ignoranza delle persone, che non conoscono quanto l’ape sia importante per l’ecosistema e continuano a mantenere pratiche lesive per le api.

L’inquinamento è un fattore che ormai tutti conoscono ed è assai difficile da sconfiggere è qualcosa di strutturale e per evitare che esso sia negativo per le api gli apicoltori cercano di portare lontano da zone industrializzate le proprie api.

Purtroppo neanche la campagna non è più un posto sicuro per le nostre povere api, troppi agricoltori ignorano che facendo trattamenti pesticidi in periodo di fioritura non solo non risolvono i problemi legati ai parassiti ma uccidono tutte le api bottinatrici che lavorano per loro.

Anche la nostra regione Sardegna per ora non si è accorta dell’importanza delle api e delle gravi difficoltà che ora sta vivendo.

L’apistica mediterranea sente il bisogno di riunire il maggior numero di apicoltori per dare loro voce e cercare insieme di far comprendere al mondo agrario e alla regione Sardegna il grave pericolo che le api stanno correndo un pericolo di estinzione globale.

 

qui sotto potete leggere il programma della riunione , per informazioni chiamate allo 070 9601926 .

 

 

 
 
 

 

 

RIUNIONE APICOLTORI DELLA SARDEGNA

 

 

 

LETTURA E DIBATTITO SUI PROBLEMI DELL’APICOLTURA IN SARDEGNA.

 

Si prevede un primo incontro di lavoro presso l’agriturismo “is coronas” a Segariu. Per il 27 luglio .

 

CONFERMA DI PARTECIPAZIONE ENTRO IL 20 DI LUGLIO.

 

Inizio ore 9.30; chi volesse rimanere anche per il pranzo deve comunicare la sua adesione presso La coop. Apistica Mediterranea dalle da ore 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 ai seguenti recapiti: 070 9601926, fax 0709603431, mail f_caboni@hotmail.com

Il costo del pranzo è previsto in euro 20.00 circa.

 

ARGOMENTI TRATTATI:

 

1.     Importanza dell’apicoltura.

2.     La legislazione apistica e sua applicabilità in Sardegna.

3.     Problemi di allergia al veleno delle api da parte degli apicoltori, invalidità professionale e cure mediche per immunizzarsi.

4.     La situazione della DOP in Sardegna, previsioni di completamento della certificazione.

5.     Varie ed eventuali.

 

 

Al termine della riunione verrà redatto un documento firmato da tutti gli apicoltori partecipanti, che verrà consegnato a Renato Soru Presidente della Regione Sardegna, al ministero dell’Agricoltura, all’assessorato dell’Agricoltura, al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, al presidente della Repubblica Italiana e al ministro dell’Agricoltura Zaia.

 

partecipano, Università di Sassari, Comitato apistico della Sardegna, Apistica Mediterraena, comitato per la DOP del miele Sardo.

 

 

 

L'agriturismo si raggiunge imboccando il bivio per Villamar – Furtei Segariu della SS 131.

Poi successivamente seconda strada a destra dopo il cimitero in caso di necessità chiamare :

 

3334379436 Valeria

3382203693 Serena.

 

 

 


postato da: mielesardo alle ore 19:17 | Link | commenti
categoria:apicoltura
lunedì, 02 giugno 2008

La moria delle api non si arresta l'intervento dei colossi alimentari per la ricerca.

 

L'emergenza del CCD (colony collapse disorder) il nome che i paesi anglosassoni hanno dato al fenomeno di moria oltre il livelli consueti delle api, a quanto pare non si arresta e continua a preoccupare sempre di più.

 

La moria delle api, ha raggiunto negli stati uniti livelli tra il 30 e il 90% nelle varie località con una media in tutti gli stati uniti di molto superiore al 50%, la media di mortalità delle colonie europee non si discosta di molto e nel regno unito si paventa addirittura la scomparsa della quasi totalità delle api per il 2018.

In questo quadro decisamente allarmante alcune compagnie statunitensi si sono impegnate personalmente con una donazione di denaro da destinare alla ricerca contro il CCD, citiamo alcuni passaggi tratti dal seguente articolo.

 

 

 

(1) "Mentre il ministero dell'Agricoltura statunitense della ricerca agricola (ARS) e una altra serie di istituti di ricerca sono attualmente attivati per comprendere il motivo di questa moria, l'industria alimentare sta entrando anch'essa in azione.il gigante  Internazionale di gelati Haagen-Dazs ha annunciato un nuovo programma di finanziamento e incoraggiare la ricerca sull CCD, con le speranze di evitare una crisi per le proprie attività.

 

"Haagen-Dazs è di fatto considerata una delle aziende che lavora con i  migliori ingredienti naturali, e la situazione della moria delle api,potrebbe significare molti degli ingredienti utilizzati nei suoi prodotti di alta qualità, come Vacilla, mandorle e fragole, sarebbe di difficile produzione", così ha detto il direttore del marchio Haagen - Dazs Josh Gellert.

 

"Le api sono nei guai ", cosi dice Walter Leal, professore in cattedra della UC- Davis dipartimento entomologico, un terzo della produzione alimentare del nostro paese (U.S.A.), dipende dalla impollinazione fatta dalle api, le api stanno scomparendo troppo velocemente e queste offerte in denaro rivitalizzeranno la ricerca nel campo!.

 

 

Nei primi anni 90 il settore di recirca specifico delle api subì dei pesanti tagli sulla ricerca, il problema del CCD non aveva ancora preso piede, e le aziende USA non erano affatto preoccupate per i loro affari, inoltre il sistema di sviluppo in agricoltura USA, non era molto curante della salvaguardia delle api, costringendole ad enormi stress.,

ma il precipitare degli eventi ha cambiato il punto di vista di tutti gli operatori del settore anche di quelli più scettici.

 

(1)" quasi il 40 % dei prodotti alimentari del colosso del gelato è dipendente dall'impollinazione delle api, fragole, lamponi, mandorle , tutti prodotti che i nostri consumatori amano moltissimo , noi produciamo alimenti 100% naturali e i consumatori ci premiano preferendoci ad altri prodotti, ma la morte di tutte queste api avrà un impatto fortemente negativo sui nostri affari."

 

" la nostra società Haagen-Dazs ama le api(honey bee) !"" (HD ama HB) con questo marchio la HD apre la campagna fondi che  include la creazione di una commissione di scienziati contribuire a orientare la ricerca su questo  problema, una sovvenzione 150000 $ per i programmi sulle api ai scienziati della Penn State's College università delle  Scienze Agricole e una sovvenzione $ 100000 alla Harry H. Laidlaw Jr apicoltura ,  struttura di ricerca presso la University of California-Davis .

 

L'articolo del nature si muove indicando su una serie di passaggi totalmente condivisibili, è merita grande attenzione.

A parte i 250.000 $ donati da una società alimentare (controllata dalla Svizzera Nestlè) per la ricerca in apicoltura , rimangono sempre aperte le solite questioni, la moria delle api, non è solo un danno per gli apicoltori, che di per se sono solo la punta dell'iceberg,di ciò che le api offrono ogni anno all'umanità in termini di profitti e ricchezza, tempo fa  durante la campagna elettorale tragicamente conclusa Robert Kennedy fece un discorso  sul PIL un cui evidenziava la sua incapacità di rappresentare il reale valore della ricchezza prodotta da una nazione., anche per le api le nazioni non dobbono considerare l'importanza delle api per quello che producono in termini di pura produzione di miele, il miele è l'ultimo dei parametri da prendere in considerazione quando si parli di ciò che fanno le api.

numerosi scienziati le api hanno un ruolo fondamentale su almeno un terzo delle colture alimentari coltivate sul pianeta , negli usa si contano 130 tipologie di prodotti vegetali di importanza agricola, per un valore di 15 miliardi di dollari!.

Nella nostra Europa le cifre non sono cosi lontane forse non saranno 15 ma sono comunque tanti e nonostante ciò il mondo politico continua a far finta che il problema api sia legato a quattro apicoltori messi in croce.

Ultimamente il ministro delle finanza Tremonti ha tuonato una serie di anatemi contro gli sprechi Italiani, che si concretizzeranno eliminando i 2 milioni di euro che le precedenti legislature avevano concesso a tutta l'apicoltura italiana, poco meno di 200.000 euro per ogni regione d'Italia,.

Il discorso fatto da Tremonti appare anche abbastanza contestabile, sembrebbe di capire dal pensiero di Tremonti il seguente concetto "poiché i 2 milioni sono troppo pochi per tutta l'apicoltura Italiana , prima li leviamo e dopo decideremo che fare,…".

In effetti come non dare torto a Tremonti se andiamo a vedere come gli enti di ricerca spendono i pochi fondi per l'apicoltura portando avanti delle ricerche abbastanza incomprensibili, di cui ne cito alcune "Valutazione delle caratteristiche del miele di castagno italiano su base pluriennale e territoriale".(3)

Ricerche interessanti per carità , però il sospetto che siano abbastanza inutili in questa grave fase dell'apicoltura c'e' ed è molto sentito dagli apicoltori, in questa fase credo che la maggior parte degli apicoltori vorrebbe che le risorse per l'apicoltura vengano spese per risolvere i problemi più pressanti al momento, come ad esempio la varroa, il nosema e le patologie che hanno portato alla distruzione degli alveari in questo ultimo periodo.

 

Quindi per l'apicoltura italiana i problemi sono molteplici, la ricerca Italiana molto lontana dal mondo reale della produzione, un ministro che prima Toglie le poche risorse che l'apicoltura nazionale aveva, in attesa di un nebuloso piano chissà quando.

Un mondo politico e produttivo che vede l'apicoltura per quello che offre nel immediato come produzione di miele e non per il lavoro che le api fanno a gratis con il loro lavoro di instancabili impollinatrici.

Un altro dato allarmante è che in Italia sono consumati un terzo dei pesticidi che usualmente sono consumati in Europa è un dato spaventoso ma che ci deve far riflettere a fondo su quello che gli italiani mangiano , ma non solo, su come gli stessi agricoltori hanno poco a cuore il lavoro delle api e dei loro clienti., e preferiscono l'utilizzo di una cura immediata anziché programmare meglio le produzioni per un utilizzo migliore dei trattamenti chimici,.

È anche vero che mentre le multinazionali americane sembrano preoccupate della salute dei loro consumatori più che altro perchè sanno che essi vogliono quel tipo di prodotto, in Italia dove la grande distribuzione organizzata ha coperto il territorio in maniera capillare non si parla della salubrità dei prodotti o della loro qualità, ma piu che altro del prezzo basso, del taglio del prezzo, dell'offerta speciale, questo atteggiamento fa comprendere che alla GDO, pensano che gli Italiani non sono preoccupati della loro salute ma esclusivamente di concludere il mese e acquistano soprattutto prodotti economici anche se di dubbia provenienza.

 

Ogni tot di anni ci sono grandi scelte che l'umanità deve fare e il destino del futuro delle api sarà una di queste, l'impatto che esse hanno nell'agricoltura è sufficiente in caso di scomparsa totale delle api a cambiare sensibilmente molti aspetti del nostro pianeta, da quello delle culture da coltivare, a la conformazione delle specie vegetali presenti in natura., è bene che l'uomo capisca bene quale è l'importanza delle api nell'ecosistema più che nei numeri che i prodotti apistici rappresentano., dire addio alle api non rappresenta quindi dire addio a posti di lavoro di migliaia di apicoltori,o ai prodotti dell'alveare, ma significa dire addio alla natura come è stata conosciuta sino ad ora.

 

 

 

Fonti : counterthink.

Monday, May 12, 2008 by: Mike Adams Natural News.

 

Funds for research into death of bees By Jonathan Birchall in New York lunedì feb 18 08 Finncial Times.

 

Apo Idea , (rivista apicoltura ist. Nazionale apicoltura, via del saliceto Bologna)n. 1- 2008.

postato da: mielesardo alle ore 17:02 | Link | commenti
categoria:apicoltura
martedì, 20 maggio 2008

Le stragi impunite, cosa lasceremo ai nostri figli?.

 

Dopo una lunga assenza torno a scrivere nel blog, a dire il vero per parecchio tempo non avevo idea di cosa scrivere di cosa comunicare era tutto abbastanza difficile, chi è del settore sa già tutto e chi invece è un semplice curioso ha un enorme difficoltà a capire cosa accade nel mondo delle api.

Possiamo dire brevemente a coloro che ancora non lo sapessero che in Italia quest’anno sono morte almeno il 50% delle api, il 50% di tutti gli allevamenti privati, mentre le razze autoctone probabilmente sono state completamente sterminate e forse si riprenderanno nel periodo della sciamatura.

Perché tutto questo.

È difficile dare una sola colpa ma ieri guardando il film Gomorra che parla di una società ormai alla deriva completamente disgregata nei valori e nel senso civico dove l’unico obbiettivo è quello di sopravvivere quotidiano dove i soliti furbetti fanno soldi alle spalle della povera gente.

Ecco in questo contesto può spiegarsi dell’enorme moria d’api.

Le api sono l’anello più importante e debole dell’impollinazione dei fiori entomofili, hanno un ruolo preponderante se non essenziale, il loro drastico decremento ha già creato gravi danni alla flora che aveva come unico vettore impollinatore le nostre povere amiche.


Però l’industria delle sementi ha ben altra sensibilità , cosi come l’industria dei pesticidi e gli agricoltori spesso pensano più all’oggi che al domani , anche perché si trovano in situazioni di comprensibile disagio , un agricoltura che produce sempre meno, a costi più alti e soprattutto pagata pochissimo.

In questa miscela già di per se pericolosissima ci mettiamo anche i nemici naturali delle api, sempre più temibili perché l’uomo non si è mai curato di trovare delle cure efficaci e naturali come nel caso della Varroa.

La cosa sconcertante di tutta questa facenda per gli apicoltori Italiani è l’estrema insensibilità della politica a questo argomento, non tanto nei media che mai come in questo periodo parlano preoccupati del fenomeno ma soprattutto della nostra politica che è incapace di prendere decisioni che vanno contro le Lobby contro i poteri forti anche se stanno avvelenando gli Italiani.

È una cosa scoraggiante e per far capire la differenza inserirò un documento tradotto dal tedesco dove il governo tedesco scoperta la relazione tra neo nicotinoidi e mortalità delle api ne blocca immediatamente l’ultilizzo.

Forse non tutti sanno ma l’Italia è il paese che consuma il 30% di tutti i pesticidi e prodotti simili consumati in TUTTA l’Europa , questo dato è sconvolgente e dovrebbe farci riflettere.

 

L’Agenzia federale per la tutela dei consumatori e per la sicurezza alimentare – BVL - in

seguito a nuovi elementi con la rivalutazione degli elementi della procedura di

omologazione, ha ordinato il 15 maggio 2008, la sospensione immediata

dell’autorizzazione d’uso dei seguenti concianti per le sementi:

Antarc BVL N.° d’autorizzazione 4674-00

Chinook, BVL N.° d’autorizzazione 4672-00

Cruiser 350 FS, BVL N.° d’autorizzazione 4914-00

Cruiser OSR, BVL N.° d’autorizzazione 4922-00

Elado BVL N.° d’autorizzazione 5849-00

Faibel BVL N.° d’autorizzazione 4704-00

Mesurol flüssig BVL N.° d’autorizzazione 3599-00

Poncho BVL N.° d’autorizzazione 5272-00

questa decisione interviene dopo verifica approfondita della situazione attuale, a seguito

delle mortalità di api verificatesi nel sud-ovest della Germania.

La BVL, si è attivata per verificare la relazione tra i danni riferiti sugli alveari e la semina

effettuata con semi conciati con antiparassitari. Questa verifica ha evidenziato che durante

la semina di semi conciati con insetticidi con macchine pneumatiche di un certo tipo di

costruzione, le api risultano esposte in modo ben più rilevante rispetto a quanto

considerato nei dossier d’omologazione.

Nuove valutazioni del rischio, evidenziate dai danni sulle api e che tengono conto di

quest’esposizione più elevata, inducono a ritenere come probabile che effetti inaccettabili a

seguito dell’ esposizione (non considerata NDT) non possano essere esclusi.

In questo contesto è anche da verificare la sicurezza dell’operatore che effettua questo

tipo di lavorazione.

In base a queste nuove evidenze e in attesa di una analisi più completa sulle interazioni e

sugli altri possibili impatti ambientali, si ordina la sospensione dell’autorizzazione d’uso (...)

che esclude fino a nuovo ordine l’importazione, la vendita e l’utilizzo degli antiparassitari in

questione.

Data di pubblicazione: 16.05.2008

letto questo l'unico nostro pensiero è cosa lascieremo ai nostri figli.??, se continuermo di questo passo solamente delle foto e delle storie scritte sui libri.
postato da: mielesardo alle ore 11:40 | Link | commenti
categoria:apicoltura
mercoledì, 09 aprile 2008

Manifestazione a Roma.

 

Ieri martedì 8 marzo si è svolta una manifestazione per mettere in risalto alcuni dei gravi problemi che le api hanno riscontrato in questo periodo e che ha portato alla perdita di numerosi alveari , si contano almeno 40.000 alveari distrutti nel nord Italia e svariate migliaia nel resto d’italia.

Il problema riscontrato è chiamato neocotinoidi

 

Ripropongo un articolo scritto dalla associazione Aspromiele e UNAAPI.

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5 aprile 2008) BOLLETTINO DELLE SEGNALAZIONI PERVENUTECI DI TERRITORI E/O APIARI CON APICIDI

Novi Ligure 5 aprile 2008
Da pochi giorni sono iniziate le semine del mais nella pianura padana.
Nel nord ovest impera la siccità e la quasi totalità delle morie si è manifestata in stretta ed evidente connessione con l’uso di sementi di mais conciate con neonicotenoidi e distribuite con seminatrici pneumatiche.
Dopo le primissime segnalazioni di avvelenamenti della settimana scorsa, questo di seguito è l’aggiornamento a sabato 5 aprile.
Si riportano le sole segnalazioni “ufficiali”.

PER UN TOTALE DI 6.740 ALVEARI

Per ogni apiario segnalato ufficialmente l’esperienza insegna ve ne sono almeno altri dieci non tempestivamente dichiarati.

LA PIU’ PRUDENZIALE POSSIBILE STIMA E’ QUINDI DI QUANTOMENO AD ORA :
40.000 ALVEARI COLPITI DA APICIDIO

In diversi casi si è riusciti ad ottenere prelevamenti di campioni “ufficiali” di api da parte dei Servizi Veterinari per la ricerca delle molecole responsabili dell’apicidio.
Dobbiamo, purtroppo, però segnalare che in diversi casi , da parte dei Servizi Veterinari delle ASL, vi è scarsa comprensione della gravità del fenomeno, inadeguata tempestività e scarsa collaborazione. Sono state effettuate anche segnalazioni ad autorità ed enti diversi come Carabinieri, Associazioni, Istituti zooprofilattici, Agenzie per l’ambiente ecc…

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La situazione è ovviamente molto grave anzi direi quasi disperata , basta vedere la foto inserita dove le api morte sono cosi tante da formare una sorta di manto in prossimità dell'alveare, una situazione simile non è mai stata riscontrata in altre occasioni.

non bastava il problema della varroa che da sola è la causa maggiore di tutte le morti e di tutti i decessi delle api, non bastava il tempo che fà i capricci e l'alto inquinamento che l'uomo sta immettendo nell'ambiente, non bastava l'effetto serra e lo squilibrio delle stagioni, non bastava la diffidenza o la totale assenza dello stato, ora ci si mettono anche questi subdoli pesticidi , inventati dalle aziende chimiche per aumentare i profitti e se poi l'uomo avrà problemi di cancro o tumori non è un problema per loro, sicuramente avranno un farmaco da venderci per curare le malattie, ma chi ha un farmaco per curare questo mondo che và in malora??????.
si chiama buonsenso ma pare che nessuno lo abbia più.


postato da: mielesardo alle ore 08:50 | Link | commenti (1)
categoria:apicoltura